Coinger: seconda bolletta in arrivo, stessi problemi e stesso silenzio

Sta arrivando in questi giorni la seconda bolletta Coinger, ma insieme a essa rimangono i soliti problemi: ritiri mal gestiti, mastelli lasciati mezzi pieni, carta che vola dai furgoni, sacchi appesi all’esterno dei mezzi Econord/Coinger, tariffe poco trasparenti e bollette difficili da comprendere.
E, come sempre, nessuna risposta concreta ai cittadini che segnalano disservizi e chiedono chiarimenti.

I cittadini segnalano, Coinger tace

Come consiglieri di minoranza di Bodio Lomnago, partecipiamo attivamente al GIC (Gruppo Intercomunale per i Cittadini), nato proprio per portare avanti le richieste e le segnalazioni della popolazione nei confronti di Coinger.
A seguito dell’iniziativa della raccolta firme, abbiamo inviato comunicazioni, osservazioni e proposte formali ai vertici della società e ai sindaci dei Comuni soci.
Nessuna risposta. Nessun confronto.

Una rivoluzione sbagliata?

Dall’ultima bolletta risulta che molte rilevazioni siano in difetto e quindi — almeno in apparenza — vantaggiose per i cittadini.
Ma, di fatto, con il sistema dei conferimenti minimi, la misurazione incide poco o nulla sull’importo finale.

Ci era stata presentata come una “rivoluzione più equa”più inquini, più paghi — ma nella pratica si è semplicemente passati da un pagamento basato sui metri quadrati e sul numero di persone a uno calcolato in base alla dotazione dei mastelli, che corrisponde comunque al numero dei residenti.
In sostanza, anche chi non produce umido o non espone affatto paga poco meno di chi conferisce il massimo consentito.

Come si fa a emettere fatture e impostare un nuovo meccanismo di bollettazione se non si è nemmeno in grado di misurare correttamente?
Se i calcoli si basano su rilevazioni errate, tutto il sistema perde credibilità.

E allora viene da chiedersi:
se non si riesce a garantire rilevazioni precise,
se i mastelli non sono di qualità adeguata,
se i sacchetti dell’umido non funzionano,
se il bando di gara ha portato a un servizio di raccolta inadeguato,
non è forse questa “rivoluzione” un enorme errore di gestione?

Cosa deve ancora succedere prima che i Sindaci si rendano conto di essersi affidati a un sistema fallimentare su tutta la linea?

Il video dell’amministratore: “tutto funziona”

A conferma di questa autoreferenzialità, pochi giorni fa l’amministratore unico di Coinger, Giorgio Ginelli, ha rilasciato un’intervista in cui si mostra pienamente soddisfatto della gestione e dei risultati ottenuti.
Parole che lasciano sconcertati chi ogni settimana si confronta con ritiri mancati,mastelli rotti o spazzatura da tutte le parti.

Per le amministrazioni “va tutto bene”

Mentre i cittadini continuano a lamentare disservizi, le amministrazioni comunali restano in silenzio.
Nei protocolli e nei documenti ufficiali, difficilmente si leggono critiche o richieste di miglioramento: prevalgono i complimenti e le approvazioni.
Anche la nostra sindaca e la maggioranza locale continuano a difendere l’operato di Coinger, come se il problema non esistesse o fosse frutto di malintesi.

qui verbale assemblea approazione bilancio e indennita amministratore per 2024

Gestore unico dei rifiuti: poltrone e il tesoretto della TARI da privatizzare

Visto che oggi la “soluzione piccola”, teoricamente più vicina ai cittadini, si è trasformata in un muro di gomma, forse un gestore unico a livello provinciale potrebbe rappresentare un’alternativa utile.
Un sistema più ampio e coordinato, infatti, potrebbe impedire alle amministrazioni locali di nascondersi dietro la mancanza di alternative e costringerle ad affrontare i problemi in modo trasparente e responsabile.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, resta evidente la preoccupazione politica di diversi amministratori: la paura di perdere il controllo del gestore di turno.

Passare da TARI a TARIP significa spostare dalle casse dei Comuni un bel tesoretto di denaro.
E basta guardare i numeri per capire di cosa stiamo parlando. Dai Piani Economici e Finanziari (PEF) approvati nei vari Comuni emergono dati preoccupanti:

  • Nel 2018, COINGER gestiva il servizio con un PEF di 5,8 milioni di euro, per 105.000 abitanti e 27 Comuni.

  • Nel 2024, il PEF è salito a 11,8 milioni di euro, con 90.000 abitanti e 22 Comuni.

Una crescita del 104% in soli sei anni, con 5 Comuni e 15.000 abitanti in meno. Una dinamica che solleva interrogativi legittimi su efficienza, trasparenza e controllo politico della gestione.

Una prospettiva che fa gola a molti partiti, e che forse spiega perché oggi si veda più impegno nel controllare il business piuttosto che nel migliorare il servizio ai cittadini.

Dopo aver fatto approvare ai Comuni quindici anni di gestione e di promesse, sarà interessante vedere se le segreterie dei partiti riusciranno ancora una volta a imporsi — o se finalmente si sceglierà di dare voce ai cittadini.

Noi continuiamo a chiedere trasparenza

Come Amici di Bodio Lomnago, continueremo a chiedere chiarezza, confronto e rispetto per i cittadini.
Chi paga la TARI ha diritto a un servizio efficiente, trasparente e controllato.
E finché questo non accadrà, continueremo a portare avanti le istanze di chi, ogni giorno, si trova a fare i conti con un sistema che non funziona.