Pubblichiamo la risposta ricevuta alla nostra interrogazione su Coinger e sulle questioni emerse anche nel caso di Buguggiate.
Una risposta che, ancora una volta, chiarisce poco e non affronta davvero i problemi concreti che cittadini e Comuni si trovano a vivere ogni giorno.
Ed è proprio questo il punto.
Coinger è stata per anni una realtà importante del territorio, nata per garantire un servizio pubblico efficiente. Oggi però, con la nuova gestione, con l’impostazione impressa dalla presidenza Ginelli, è sempre più diffusa la sensazione che si faccia più politica che servizio.
Basta guardare la comunicazione pubblica: quando c’è da raccontare iniziative, presenze, premi o autocelebrazioni, tutto funziona. Quando invece c’è da ascoltare i cittadini, affrontare i disservizi, migliorare la raccolta o rispondere in modo chiaro alle criticità, allora arrivano silenzi, risposte vaghe e nessuna reale volontà di confronto.
È bene ricordare una cosa: le iniziative le abbiamo intraprese subito dopo il risultato del voto, non per fare opposizione a prescindere, ma come cittadini che vivono il territorio e che ogni giorno si confrontano con questo servizio.
Lo abbiamo fatto con spirito pratico, con richieste puntuali, con una raccolta firme, cercando un dialogo serio per migliorare il servizio e contenere i disservizi.
Non solo. Attraverso il GIC abbiamo allargato il fronte e ci siamo confrontati anche con altri Comuni, proprio perché il problema non riguarda solo Bodio Lomnago, ma un modello di gestione più ampio. Anche da lì è emersa la stessa difficoltà: poco ascolto, poca disponibilità al confronto, poca volontà di entrare davvero nel merito delle criticità sollevate.
E quale è stata, in pratica, una delle poche risposte ricevute?
Il nostro Sindaco ha inviato una segnalazione al Prefetto e al Questore per presunti vizi formali in merito alla nostra attività di raccolta firme di Aprile 2025, screditando di fatto la nostra iniziativa e i cittadini che vi hanno partecipato.( qui documento)
In sostanza: si indica la luna e si guarda il dito.
Invece di affrontare i problemi veri sollevati dai cittadini, ci si rifugia in aspetti formali che nulla risolvono.
A questo si aggiunge anche la questione di Buguggiate, che merita una riflessione seria.
Un Comune socio ha deciso di intraprendere un percorso difficile per uscire dalla gestione TARIP e, da quanto emerso, anche per ragioni legate allo scarso confronto e al mancato ascolto. È allora lecito porsi alcune domande: come è stata gestita la fuoriuscita di un socio da Coinger? In modo serio, professionale e condiviso con tutti gli altri soci? Con quali accordi? Con quali condizioni?
Sono domande legittime, anche perché in futuro altri Comuni potrebbero trovarsi nella stessa situazione.
Nella nostra interrogazione avevamo richiamato anche il tema della prospettiva provinciale e della volontà, espressa in passato dalla Provincia, di arrivare a un gestore unico.
Noi stessi siamo convinti che, sulla carta, possa essere più semplice incidere dentro una società di circa venti Comuni tra loro abbastanza simili, piuttosto che all’interno di un soggetto che coinvolga l’intera provincia. Ma proprio per questo, la discussione su Buguggiate avrebbe potuto essere anche un’occasione utile per ragionare seriamente su un’alternativa e per non ritrovarsi, tra qualche anno, a dire: non si può uscire da Coinger, non ci sono alternative.
Per noi il punto è semplice: o si lavora davvero da dentro per migliorare il servizio, con trasparenza e ascolto, oppure si ha il coraggio di costruire una via d’uscita credibile. Quello che non è più accettabile è restare fermi, senza migliorare nulla, raccontando che va tutto bene.
E qui si arriva anche alla responsabilità dell’amministrazione di Bodio Lomnago.
Pubblicamente si dice di voler risolvere i disservizi e di stare dalla parte dei cittadini. Ma nei fatti resta un’ambiguità che preoccupa. Nei verbali delle assemblee COINGER, su questi temi, non troviamo praticamente mai nulla di scritto. E allora su cosa dovrebbero fare affidamento i cittadini? Sul fatto che il Sindaco “si sente” con il signor Ginelli?
Verba volant, scripta manent.
Se davvero ci sono confronti, richieste, pressioni o iniziative concrete da parte dell’amministrazione di Bodio Lomnago, sarebbe giusto che ne restasse traccia chiara e verificabile. Perché, a distanza di tempo, noi non vediamo alcun miglioramento concreto del servizio.
Forse ci siamo persi qualcosa.
Ma se esistono risultati, non si vedono.
Se esistono passi avanti, i cittadini non li percepiscono.
E se esiste una strategia chiara dell’amministrazione di Bodio Lomnago su Coinger, ad oggi non emerge in modo trasparente.
Lo si è visto anche in questi giorni con il cambio del calendario di raccolta: una modifica concreta, che riguardava la quotidianità delle famiglie, comunicata in modo insufficiente e tardivo, con il risultato di creare confusione e disagi evitabili. Anche questa è attenzione al cittadino. E anche da questi dettagli si misura la qualità di un servizio pubblico.
Il problema politico, ormai, è evidente: non si capisce più se la priorità sia difendere i cittadini di Bodio Lomnago o mantenere determinati equilibri politici.
Ed è una domanda più che legittima, perché chi vive il paese ogni giorno ha diritto a servizi efficienti, chiarezza e amministratori capaci di rappresentarlo senza ambiguità.
Noi continuiamo a pensare che un servizio pubblico debba tornare a fare il servizio pubblico.
Che i cittadini debbano essere ascoltati.
Che i Comuni soci debbano poter discutere davvero le scelte.
Che le interrogazioni debbano ricevere risposte vere.
E che un’amministrazione comunale debba difendere il proprio paese con più coraggio e meno prudenza politica.
Purtroppo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
E allora bisogna prenderne atto: se il confronto continua a essere evitato, se i problemi restano senza risposte e se i cittadini continuano a non vedere miglioramenti concreti, l’unica risposta possibile sarà quella democratica del voto.
Amici di Bodio Lomango sono pronti.
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